
PK — Dietro la maschera
Materiali inediti, storie non raccontate, immagini mai pubblicate.
Ci sono progetti che nascono da un’intuizione fulminea. Altri che crescono lentamente, come radici che cercano la strada nel buio, finché un giorno sfondano e portano alla luce qualcosa di inatteso e necessario. PK – Paperinik New Adventures è stato entrambe le cose.
Questa mostra nasce dal desiderio di aprire quella porta — di mostrare cosa c’era prima che le edicole si riempissero di quel fumetto diverso da tutto, prima che una generazione di lettori imparasse a riconoscere uno stile, un ritmo, un universo. È un viaggio nell’invisibile: i bozzetti che non ha visto nessuno, le prove colore con le annotazioni a margine, le prime righe scritte su carta e presentate a Disney con la convinzione — forse incosciente, forse necessaria — che quello fosse il momento giusto.
Il percorso si snoda attraverso sezioni tematiche, ognuna introdotta da un totem che accompagna il visitatore da un’epoca all’altra del progetto: dall’embrione dell’idea fino al prodotto finito, passando per ogni strato creativo che lo compone. In esposizione: bozzetti preparatori, disegni redazionali, copertine in bianco e nero, e oggetti che raccontano quanto lontano sia arrivato quel sogno: cartoline, album di figurine, Pkard, albi stranieri, style guide e persino uno snowboard… .
Si parte dal seme: la colorazione delle copertine di Paperinik come prima scintilla, la distanza visiva tra ciò che era e ciò che poteva diventare. Poi le prime bozze scritte, i materiali inediti di Mastantuono e Lavoradori, le prove colore con le indicazioni di Monteduro. E infine il momento in cui il progetto è diventato collettivo quando, intorno a un’idea, è nato il PK Team. Da un gruppo di incoscienti visionari nascono i personaggi che ancora oggi vivono nell’immaginario di chi li ha incontrati da bambino: Uno, Lyla, il Razziatore, Xadhoom, Everett, Angus, Camera 9. Ognuno con i propri studi, i propri bozzetti, la propria storia di carta prima di diventare storia e basta. E poi loro… gli Evroniani: freddi, potenti, architettonici nella loro minaccia, il loro mondo e il loro universo ostile edificato con la stessa cura con cui si costruisce qualcosa che deve durare.
Questa mostra è curata da Max Monteduro, co-ideatore del progetto insieme a Ezio Sito. Era l’aprile del 1996 quando, mentre il numero 0 stava appena uscendo in edicola, Monteduro presentò il suo esame da giornalista professionista con una tesi dal titolo: “Da Paperinik a PK” — senza ancora sapere cosa sarebbe diventato tutto questo. È il racconto di qualcosa che è partito da una passione e ha finito per cambiare il modo in cui il fumetto italiano guardava se stesso.